Il cinghiale sardo (Sus scrofa meridionalis)
Classe: Mammiferi (Mammmalia)
Ordine: Artiodattili (Artiodactyla)
Sottordine: Suiformi (Suiformes)
Famiglia: Suidi (Suidae)
Genere: Sus (Sus)
Specie: Sus Scrofa Meridionalis
Descrizione
Il cinghiale sardo è una sottospecie del cinghiale presente in Corsica e Sardegna . E’ un mammifero dal corpo robusto, forma tozza, con una potente muscolatura del treno anteriore. Il collo breve sostiene un capo di grandi dimensioni, provvisto di muso conico allungato, occhi piccoli, e di orecchie appuntite e mobili con all'apice un pennello di setole. Nel maschio dalla rima boccale sporgono i canini, a crescita continua limitata dall'usura per reciproco sfregamento, presenti fin dalla nascita in numero di uno per ciascuna emiarcata; quelli superiori prendono nome di zanne, quelli inferiori di coti. Le femmine sono più minute, con canini più corti e assenza di pennello sulle orecchie. La colorazione del manto è bruna più o meno scura negli adulti, rossiccia negli individui da cinque a dodici mesi d'età, mentre presenta tipiche bande chiare e scure alternate nei giovani fino a quattro mesi. Gli arti, relativamente corti, con quelli posteriori più brevi di quelli anteriori, terminano con un autopodio (mano e piede) con il terzo e quarto dito particolarmente sviluppati, poggianti al suolo per mezzo di unghie conformate a zoccolo. Il primo dito è sempre assente, mentre il secondo e il quinto (guardie) sono di dimensioni ridotte e inserite piuttosto basse sul retro delle zampe. Questo fatto comporta che le orme dei cinghiali siano facilmente riconoscibili per gli evidenti segni lasciati sul terreno dallo zoccolo e dalle due guardie. Il cinghiale sardo è quello che si differenzia maggiormente dalla sottospecie tipo, rispetto alla quale ha una taglia inferiore e una mole più piccola: un maschio adulto raggiunge al massimo 1-1,2 m di lunghezza e un peso vivo di 60-70 kg, l'altezza al garrese è in media di 55-60 cm.
Caratteristiche fisiche di un cinghiale sardo (Immagine tratta dal sito della Cooperativa nove maggio)
Biologia
Il cinghiale si ciba sia di sostanze vegetali che animali: frutti di essenze forestali, colture agrarie, ghiande, bulbi, tuberi, radici, ma anche uccelli terricoli, anfibi, rettili, carogne. L’abbondante disponibilità alimentare in autunno e inverno, data da un’alimentazione così varia, fa sì che le femmine adulte possano riprodursi una volta l’anno, di norma, partorendo dai 2 ai 6 cuccioli. I piccoli rimangono generalmente con la madre fino ai 10-12 mesi d'età. Possono altresì formarsi associazioni di più femmine adulte con i rispettivi piccoli, talvolta accompagnate dai giovani dell'anno precedente. I maschi adulti, al di fuori del periodo riproduttivo, tendono a condurre vita solitaria. Il cinghiale è un animale di abitudini prevalentemente crepuscolari e notturne anche se dove non è disturbato è attivo anche in pieno giorno. Frequenta predilige zone boscose con fitto sottobosco dove si rifugia. Se si esclude l’uomo, il cinghiale adulto non ha predatori. La vita in natura dura dai 15 ai 20 anni.
Piccoli di cinghiale sardo
Distribuzione del cinghiale
Il cinghiale è una specie decisamente cosmopolita: è presente in gran parte del continente Euroasiatico, nell'Africa settentrionale e, grazie alle introduzioni ad opera dell'uomo, anche in molte regioni del Nuovo Mondo e dell'Australia. La distribuzione attuale del cinghiale in Italia comprende quasi tutta la Penisola e la Sardegna, ad eccezione delle regioni dell'arco Alpino a quote oltre il limite della vegetazione arborea e di piccole aree del versante Adriatico. In Sardegna è diffusa la riconosciuta sottospecie sarda oggi presente quasi ovunque nell'isola, tranne che in ristrette zone prive di un minimo di copertura vegetale quali, ad esempio, alcuni isolotti.