NURAGHE: La tecnica costruttiva

Fra le civiltà preistoriche e protostoriche del Mediterraneo la civiltà nuragica è quella che presenta per quantità e varietà la maggiore consistenza monumentale, infatti in Sardegna si conservano ancora circa 7.500 monumenti di età nuragica. La varia natura del suolo dell'Isola permise di utilizzare per queste costruzioni (tutte di pietre a secco, senza uso di malta come legnante) rocce di tipo diverso, soprattutto l'uso del basalto e della trachite. La tecnica muraria delle costruzioni è soprattutto quella "ciclopica", cioè a blocchi poligonali con pietre poco o nulla lavorate. Alla tecnica "ciclopica" si affianca quella "isodoma" in cui le pietre sono portate a estremo finimento, tra queste due tecniche esistono comunque molti stadi intermedi come quello della costruzione con blocchi parzialmente squadrati sulla facciata esterna. Il nuraghe è quindi il monumento più comune di questo periodo ed è costituito di due tipi principali: i nuraghi a tholos e i nuraghi a corridoi.

Sezione di nuraghe monotorre
Sezione di nuraghe monotorre

Nuraghe a Tholos

Si tratta di monumenti la cui forma più semplice è data da una torre troncoconica, la quale presenta all'interno una camera o cella circolare con pareti progressivamente aggettanti. Si parla così di volta o cupola ogivale, indicata anche con il termine greco Tholos. La Tholos è un tipo di copertura, detta anche a falsavolta, ottenuta dal restringimento progressivo dei vari filari orizzontali concentrici della muratura. La parte superiore terminale di questa volta non termina ad arco. Non si ha quindi una chiave di volta ma la volta stessa è costituita al suo apice dal filare di diametro più piccolo fra tutti i filari, costituito da poche pietre messe a riscontro o, quando il diametro sia un po’ più grande dell'ordinario, da una lastra orizzontale posata di piatto sull'ultimo filare. Questo tipo di costruzione presentava diversi limiti, esso infatti comportava la necessità di murature molto robuste anche per vani interni di modesta ampiezza e i vani stessi risultavano troppo alti rispetto allo spazio utile. In particolare la forma troncoconica esterna limitava anche la possibilità di creare spazi utili nei piani superiori. Questi spazi comunque esistono e sono alquanto notevoli, si tratta di una o due celle che si sovrappongono in verticale a quella del piano terra ( vedi immagine della sezione) e di un terrazzo, che doveva costituire la parte terminale del monumento. Questo terrazzo non si conserva in nessun nuraghe in quanto tutti i nuraghi ci sono giunti decapitati. Il collegamento fra i vari piani e il terrazzo è ottenuto tramite delle scale, che girano a elica attorno all’ambiente, in un vano ricavato nello spessore delle murature. La torre nuragica con vano a tholos costituisce il nucleo originario dei nuraghi, che divennero ben presto più complessi e col tempo a tale nucleo si andarono aggregando, in senso orizzontale, molti altri elementi che ne ampliarono moltissimo l'area complessiva. Per esempio, i nuraghi trilobati sono costituiti da tre torri secondarie disposte a triangolo intorno al mastio (cioè la torre centrale): questo è il tipo di Nuraghe che Pietro e Patrizia esplorano nella loro avventura! Comunque il nuraghe semplice, costituito da una sola torre, resterà sempre il tipo più comune.Si tratta di monumenti la cui forma più semplice è data da una torre troncoconica, la quale presenta all'interno una camera o cella circolare con pareti progressivamente aggettanti. Si parla così di volta o cupola ogivale, indicata anche con il termine greco Tholos. La Tholos è un tipo di copertura, detta anche a falsavolta, ottenuta dal restringimento progressivo dei vari filari orizzontali concentrici della muratura. La parte superiore terminale di questa volta non termina ad arco. Non si ha quindi una chiave di volta ma la volta stessa è costituita al suo apice dal filare di diametro più piccolo fra tutti i filari, costituito da poche pietre messe a riscontro o, quando il diametro sia un po’ più grande dell'ordinario, da una lastra orizzontale posata di piatto sull'ultimo filare. Questo tipo di costruzione presentava diversi limiti, esso infatti comportava la necessità di murature molto robuste anche per vani interni di modesta ampiezza e i vani stessi risultavano troppo alti rispetto allo spazio utile. In particolare la forma troncoconica esterna limitava anche la possibilità di creare spazi utili nei piani superiori. Questi spazi comunque esistono e sono alquanto notevoli, si tratta di una o due celle che si sovrappongono in verticale a quella del piano terra ( vedi immagine della sezione) e di un terrazzo, che doveva costituire la parte terminale del monumento. Questo terrazzo non si conserva in nessun nuraghe in quanto tutti i nuraghi ci sono giunti decapitati. Il collegamento fra i vari piani e il terrazzo è ottenuto tramite delle scale, che girano a elica attorno all’ambiente, in un vano ricavato nello spessore delle murature. La torre nuragica con vano a tholos costituisce il nucleo originario dei nuraghi, che divennero ben presto più complessi e col tempo a tale nucleo si andarono aggregando, in senso orizzontale, molti altri elementi che ne ampliarono moltissimo l'area complessiva. Per esempio, i nuraghi trilobati sono costituiti da tre torri secondarie disposte a triangolo intorno al mastio (cioè la torre centrale): questo è il tipo di Nuraghe che Pietro e Patrizia esplorano nella loro avventura! Comunque il nuraghe semplice, costituito da una sola torre, resterà sempre il tipo più comune.

Nuraghe a Corridoi

I nuraghi a corridoi sono di solito più semplici, di varia forma, di minore ampiezza (senza bastioni e antemurale) e più bassi dei nuraghi a tholos. La loro denominazione deriva dal fatto che il loro interno è costituito da uno o più corridoi. Pur trattandosi di nuraghi semplici, costituiti da una sola torre, non ne mancano di più complessi, specie trattandosi di nuraghi di tipo misto, dove confluiscono sia la caratteristica del corridoio che quella della cella, o della torre, circolare.